Che ritorno
Oggi parliamo di un titolo che ha saputo attirare la nostra attenzione da parecchio tempo: stiamo parlando di
Lost Records: Bloom & Rage. Ambientato nel 1995 nella cittadina fittizia di
Velvet Cove, Michigan,
Lost Records: Bloom & Rage ci riporta a un’estate di ribellione giovanile e scoperte personali. La protagonista, Swann, un’adolescente introversa, stringe amicizia con Nora, Autumn e Kat. Insieme, formano una band riot grrrl e si avventurano in luoghi inesplorati, imbattendosi in una capanna misteriosa che diventerà il fulcro di eventi soprannaturali e segreti inconfessabili. La narrazione si sviluppa su due linee temporali: l’estate formativa del 1995 e 27 anni dopo, quando le donne adulte si riuniscono per affrontare il passato. Le decisioni prese in una timeline influenzano l’altra, creando un intreccio narrativo profondo e coinvolgente. Abbiamo avuto modo di provare il titolo grazie ad un codice messoci a disposizione dal publisher e siamo qui per raccontarvi il nostro punto di vista: mettetevi comodi e seguiteci nella
recensione di Lost Records: Bloom & Rage per PC (giocato su Steam Deck).
La trama di Lost Records: Bloom & Rage
La
storia di Lost Records: Bloom & Rage ruota attorno a quattro adolescenti:
Swann,
Nora,
Autumn e
Kat. Durante l’estate del 1995, le ragazze, stanche della monotonia della vita di provincia, decidono di formare una band chiamata “Bloom & Rage”. Le loro giornate sono scandite da escursioni nei boschi, falò e confessioni intime. La scoperta di una capanna nascosta tra gli alberi diventa il loro rifugio creativo, ma anche il luogo in cui eventi soprannaturali iniziano a manifestarsi, portando a un incidente che le segnerà profondamente. Le ragazze giurano di mantenere il segreto su quanto accaduto, promettendo di non parlarne mai più.
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Acconsento, mostra il video
Ventisette anni dopo, nel 2022, le quattro donne si ritrovano in un bar alla periferia di Velvet Cove. Autumn ha ricevuto un pacco misterioso indirizzato alla loro vecchia band, contenente un oggetto che riporta a galla ricordi e sensi di colpa legati a quell’estate lontana. La narrazione alterna continuamente tra passato e presente, permettendo al giocatore di esplorare come le scelte e gli eventi di quell’estate abbiano influenzato le vite delle protagoniste. Questo dualismo temporale offre una prospettiva unica sulla formazione dell’identità e sull’impatto dei segreti nascosti nel tempo.
La trama affronta temi universali come l’amicizia, la crescita personale e il peso dei segreti. La caratterizzazione dei personaggi è profonda e realistica, rendendo facile per il giocatore empatizzare con le loro esperienze e dilemmi morali. La scrittura è arricchita da dialoghi autentici che catturano l’essenza dell’adolescenza e delle sfide dell’età adulta.
Lost Records: Bloom & Rage è localizzato in italiano, permettendo a un vasto pubblico di immergersi completamente nella storia senza barriere linguistiche.
Il gameplay di Lost Records: Bloom & Rage
Lost Records: Bloom & Rage offre un’
esperienza di gioco che combina elementi di avventura narrativa con meccaniche interattive innovative. Il giocatore assume il ruolo di Swann, sia nel passato che nel presente, e le sue scelte influenzano direttamente lo sviluppo della trama e le relazioni tra i personaggi. Questo sistema decisionale dinamico aggiunge profondità al gameplay, incoraggiando multiple sessioni per esplorare diversi percorsi narrativi.
Il taglio narrativo e ludico di Lost Records: Bloom & Rage ricorda, molto da vicino, quello di Life is Strange
Una delle caratteristiche distintive del gioco è l’
uso della videocamera di Swann. Nel 1995, Swann è un’aspirante filmmaker e porta sempre con sé la sua videocamera. Il giocatore può utilizzarla in qualsiasi momento per registrare scene, persone e ambienti, creando un “memoir” visivo degli eventi. Questa meccanica non solo arricchisce la narrazione, ma offre anche obiettivi secondari, come filmare determinate categorie di oggetti o momenti, aggiungendo varietà al gameplay. La videocamera funge da metafora per la memoria e la nostalgia, esplorando come i ricordi possano essere soggettivi e manipolati dal tempo.
Il
sistema di dialogo è progettato per riflettere l’energia e la complessità delle dinamiche di gruppo adolescenziali. Le opzioni di conversazione cambiano in base a chi si sta guardando durante il dialogo, e i personaggi possono interrompersi a vicenda, creando un flusso di conversazione realistico e dinamico. In alcuni casi, il giocatore può scegliere di non rispondere, lasciando che il silenzio influenzi l’andamento della conversazione. Queste scelte possono avere ripercussioni significative sulle relazioni tra i personaggi e sul corso degli eventi, aumentando il coinvolgimento emotivo del giocatore.
L'arte e la tecnica di Lost Records: Bloom & Rage
Lost Records: Bloom & Rage vanta una
direzione artistica che riesce a trasportarci direttamente negli
anni ‘90 con un’estetica calda e nostalgica. Gli ambienti sono curati nei minimi dettagli, dai poster alle cassette sparpagliate nelle stanze, fino ai vestiti delle protagoniste, che riflettono fedelmente lo stile ribelle dell’epoca. La palette di colori gioca su tonalità pastello e tinte leggermente sbiadite, come se stessimo sfogliando un vecchio album di fotografie. Il character design è stilizzato ma incredibilmente espressivo, con animazioni facciali che trasmettono perfettamente le emozioni dei personaggi, rendendo i dialoghi ancora più intensi.
Dal punto di vista tecnico, il gioco si presenta solido, con animazioni fluide e una gestione delle transizioni tra passato e presente che avviene senza interruzioni. Su PC, Lost Records: Bloom & Rage si comporta egregiamente, con un’ottima ottimizzazione anche su configurazioni meno performanti. Il frame rate è stabile e non abbiamo riscontrato particolari bug o problemi di caricamento. Le texture ambientali sono di alta qualità, e la cura per gli effetti di luce dona ulteriore profondità agli scenari, soprattutto nelle scene ambientate al tramonto o illuminate dalle luci soffuse delle stanze delle protagoniste.
Il comparto audio è un vero punto di forza. La colonna sonora è un tripudio di brani grunge e alternative rock, con pezzi originali che ricordano le sonorità di band come
Nirvana,
Hole e
Bikini Kill. Il sound design è altrettanto curato, con dettagli che vanno dai rumori di fondo delle strade di Velvet Cove al fruscio del vento tra gli alberi della capanna. Il doppiaggio, disponibile solo in inglese ma con sottotitoli in italiano, è di ottima qualità, con voci che riescono a dare il giusto spessore emotivo ai personaggi. Il mix tra musica, suoni ambientali e recitazione contribuisce a rendere l’esperienza ancora più coinvolgente.